Guidonia - Località Martellona (Don
Uva)
Villa e Necropoli
Saggi di scavo preventivi eseguiti
nellarea ancora non edificata contigua allex ospedale psichiatrico di
Martellona (opera don Uva), iniziati nel 1999 e proseguiti a partire dal febbraio 2001,
hanno rimesso in luce resti archeologici di notevole interesse
Le trincee esplorative scavate hanno permesso di delimitare con precisione larea in
cui si estendevano le strutture della villa romana già nota alla letteratura archeologica
e hanno rivelato la presenza di una vasta area sepolcrale del tutto sconosciuta.
Prima dellinizio dei saggi della villa emergevano solo i resti di una cisterna
rettangolare (largh. m 4,5) con volta a botte in opera cementizia a scapoli di
«testina».
Intorno alla cisterna, partendo da O, in senso antiorario si incontrano: una vasca
rivestita in cocciopesto e malta idraulica, un ambiente con pavimentazione in mattoni
bipedali ben connessi, un locale sulle cui pareti è ancora presente l'intonaco di
rivestimento; a S, è emerso un ambiente pavimentato in opus spicatum delimitato sul lato
N da almeno due colonne in laterizio rivestite di intonaco a scanalature.
Resti archeologici non noti sono emersi nella fascia ad E del muro di
recinzione O del lotto per una lunghezza di 150 m ca. Si tratta di gallerie di un
acquedotto con piedritti di struttura a concrezione e copertura displuviata alla
cappuccina con tegole
Il raccordo tra la galleria e la tubazione era costituito da una fistula plumbea a margine
ripiegato ancora perfettamente in sito con la timbratura Ser(vii) Sulpici Zosymi
(alt.lettere cm. 2,8). Oltre alle strutture della villa sono stati rinvenuti i resti di
una necropoli la cui fase principale può essere datata alletà tardo-repubblicana
primo-imperiale
Le sepolture sono state realizzate ai lati di una orientata NO-SE, scavata nella pozzolana
e delimitata da grandi blocchi di pietra calcarea (testina)
Fino ad oggi, lo scavo ha permesso di distinguere almeno due fasi di utilizzo della
necropoli. La più antica è caratterizzata dalla presenza di tre tombe a camera scavate
nel banco di pozzolana, tipologicamente diverse tra loroLa necropoli, dopo un periodo di
abbandono e probabile distruzione, venne riutilizzata in una fase tardo repubblicana-primo
imperiale, caratterizzata dal riuso di parti delle antiche camere e dalla realizzazione di
tombe a fossa. Queste, scavate nel banco di pozzolana, presentano sia deposizioni singole
che multiple; in questultimo caso è presente luso del doppio rito: cremazione
in olle cinerarie e inumazione.
A
questultima fase sembra potersi attribuire il rinvenimento a ridosso della strada,
di una statuetta fittile di genius cucullatus corredato da un boccalino e una focaccina
miniaturistica.
Rappresenta un giovane seduto, interamente avvolto nel mantello con cappuccio appuntito
(cucullus) che lascia vedere solo il viso espressivo, incorniciato dai capelli, e il
collo. Il mantello, bordato intorno al collo, è abbottonato davanti.