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Museo Preistorico di S.Angelo Romano


 

 

Gli scavi clandestini

Il recupero di oggetti antichi ripara solo in piccola parte il danno arrecato dai cosiddetti "tombaroli" che con le loro pale e picconi distruggono una grandissima quantità di dati che sarebbero stati preziosi per la ricostruzione della vita quotidiana, l'economia e la storia di civiltà ormai scomparse.

Gli archeologi riescono a ricavare molte informazioni da uno scavo archeologico condotto con metodi scientifici. I tombaroli, compromettendo l'integrità di una sepoltura o di una successione stratigrafica, cancellano per sempre la possibilità di completare il quadro delle nostre conoscenze, distruggendo intere pagine del nostro passato: qualcosa di ben più grave del furto di qualche vaso di terracotta!

Nella pagina che segue sono rappresentati due differenti contesti archeologici, sono solo un esempio dei dati ricavabili da uno scavo archeologico condotto secondo le più moderne tecnologie di ricerca.

cosa distrugge uno scavo clandestino?

Questa buca, scavata di nascosto per rubare oggetti che finiranno tra le mani di qualche collezionista, ha distrutto decine e decine di strati archeologici e con essi altrettante pagine di storia.

Ogni strato corrisponde ad una fase di vita dell'edificio ancora interrato.

Gli archeologi ricavano dallo scavo di ogni strato numerosi dati, utili per ricostruire la storia dell'edificio e per datare i reperti.

Sul fondo della tomba vengono raccolte e documentate tutte le micro-presenze utili per la ricostruzione della cerimonia funebre: frammenti di legno che attestano la presenza di un feretro, i pollini, che analizzati si rivelano spesso preziosi per la ricostruzione dei paesaggi antichi.

La terra recuperata nei vasi viene analizzata al fine di scoprire quali sostanze vi erano contenute al momento della deposizione del defunto.

Lo studio dei materiali permette di datare la sepoltura, di individuare le officine di produzione e la circolazione dei beni.

La disposizione degli oggetti fornisce dati utili per ricostruire il rituale funebre.

L'analisi dei denti determina il tipo di alimentazione del defunto e l'età al momento della morte.

Lo studio delle ossa permette di individuare alcune affezioni: fratture ed altre lesioni traumatiche, malattie ereditarie, ecc.

Il bacino, insieme allo studio comparato di altre ossa, permette di stabilire il sesso del defunto.



come avviene uno scavo clandestino?

nIl tombarolo individua la presenza di una sepoltura osservando direttamente la vegetazione (il fico selvatico o l'erba che ingiallisce prima in alcuni punti sono ottime spie!) o seguendo le orme di animali come il tasso, che ricavano le proprie tane in grotte sotterranee o, a volte, in antiche sepolture. Utilizza il cosiddetto spillone per saggiare la profondità del banco di tufo in cui è scavata la sepoltura che vuole depredare.

Il suo obiettivo è quello di individuare il punto direttamente sopra all'ingresso della tomba. Egli vuole entrare dalla porta non per educazione o per non distruggere la struttura del monumento che vuole depredare, ma perché il cielo della tomba potrebbe essere molto più resistente di quanto egli possa immaginare.

cosa avviene dopo scavo clandestino?

I reperti archeologici vengono trasportati insieme ad altre merci per arrivare ai ricettatori e al mercato clandestino ... ma l'intervento delle Forze dell'Ordine vanifica l'attività criminosa perpetrata ai danni del patrimonio artistico nazionale.



Cosa fare se si trova un oggetto antico?

La legge stabilisce che chiunque trovi casualmente un oggetto archeologico o una struttura antica è obbligato ad avvertirne immediatamente la Soprintendenza o le Forze dell'Ordine o il Comune. Se si tratta di un oggetto che potrebbe essere esposto al rischio di furto si può, nel frattempo, rimuoverlo dal luogo di ritrovamento per portarlo in un posto sicuro. Lo Stato premia chi rispetta queste regole: a chi trova il bene ed al proprietario del terreno è corrisposto un premio in denaro che può arrivare fino ad un quarto per ciascuno del valore del reperto. Se lo scopritore ed il proprietario sono la stessa persona i due quarti si cumulano e possono arrivare fino alla metà del valore del bene.


a cura di: A. La Porta, P. Togninelli - disegni: G. Borghesani

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